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Mattino di marzo cosentino

Mattino di marzo cosentino

Un mattino del mese "pazzerello"
uscii dal mio modesto casolare,
per preceuzione portai l'ombrello,
e andai per il viale a respirare.

Ancor la brina l'erba imbrillantava,
c'era nell'aria odor di fresca brezza
che avidamente l'esser mio aspirava
come un soffio di vivida purezza.

E gią l'erto Massiccio del Pollino
s'inargentava al sole appena alzato,
che appariva d'un rosso porporino
dietro il crinale del Botte Donato.

A un tratto, da una siepe a mevicino,
un canto si levņ di capinera;
girai la testa e vidi l'uccellino
trillante l'inno della primavera.

Quando questa torna č sempre bella...
al nuovo sol si desta ogni creatura,
torna al tetto fedel la rondinella,
nunzia di nuova vita alla natura.


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