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La sedia

La sedia

Ho letto mille ed una poesia
su svariati argomenti, ma nessuna
che canti il piccol mobile, la sedia.
Colmar voglio or io questa lacuna.

Più di tanti oggetti ha importanza
la tua presenza in casa, o sedia mia,
al tavolo, al camino, in ogni stanza
sei tu la miglior cosa che ci sia.

Quante sedie vi son: la gestatoria,
di dignità papale e quella a sdraio;
il regal trono carico di storia
o elettrica, che al reo dà morte e guaio!

Poltrona sei chamata al Minestero,
curùle in roma antica, od imbottita
nel salotto, con borchie nel maniero,
di paglia, cuoio e vimin costruita

in mille e mille fogge stili ed arti.
Talvolta sei tu simbol del potere,
e lottan gli aspiranti a conquistarti;
ma il vincitor non sempre di sedere

su di te è degno, chè molto ria
è la sua condotta; e reggi tu muta!
Io la sera stanco, a te, per cortesia,
solo riposo chiedo, o benvenuta.


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