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Il mio campicel

Il mio campicel

Il campicel che un dì ho coltivato
ora m'appar come landa selvaggia;
frutti non vedo nell'amata piaggia,
ove tanti il lavor n'aveva dato.

Non fioriscono più i melograni,
nè i peri, gli albicocchi e i susini;
vi crescon solo rovo e biancospini;
nè frutti coglierò colle mie mani.

Non vedo più granturco e lupinella,
e nemmeno il trifoglio rosseggiare,
nè il grano prezioso biondeggiare;
oh la campagna allor com'era bella!

Quanta nel cor mi desta nostalgia,
il ricordo dei frutti color d'oro;
eran ricchezza, eran gran tesoro!
se ci ripenso, ancor che bramosia!

Vorrei l'itala terra coltivata,
tutta feconda e sorridente al sole;
la riforma così che ognuno vuole,
veramente sarà feconda e grata.

Pubblicata sull'antologia "Poeti contemporanei", a cura di Giuseppe Lucente e Salvina Paladino, Pellegrini editore, 1976


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