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Calabria mia

Calabria mia

Quanta nel cor mi desta nostalgia
il mancato progresso in te, mia terra,
che di miseria sei rimasta serra,
colma pił d'ogni italica regione.
In tempi non lontani quanta voglia
di lavor nelle verdi tue colline:
ora una selva sembri tu di spine,
che pungono la mano, e nessun coglie.

Non vedo fumaioli d'opifici
nel cielo tuo incantevole innalzarsi;
costretta č ancor la gente tua a recarsi
in terra estranea a fare sacrifici.

Quei che rimangon sono rassegnati;
mirano ancora del cielo tuo l'azzurro...
tenaci e muti, senza alcun sussurro,
ma stanchi sono e tanto sfiduciati.

O buon Governo, pensa al Mezzogiorno,
ove ancor manca il pane quotidiano;
e il tuo prometter non sia sempre vano,
provvedi alacremente, ancor ch'č giorno!

Dai il lavoro alla nostra cara prole,
quel lavoro santo, che tanti vizi sana!
La mala lascerą l'oscura tana
e cercherą il lavoro al suo bel sole.


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